Fauna selvatica in difficoltà: cosa fare

Ti è mai capitato di trovare un animale selvatico ”in difficoltà” e non sapere cosa fare? Questi punti sono fondamentali per far si che il nostro aiuto possa fare la differenza in meglio e non essere causa di ulteriore danno:

  • Osserva la situazione da una certa distanza e chiediti se effettivamente è il caso di prestare soccorso all’animale: alcuni animali selvatici possono sembrare ”da soli e in pericolo ” mentre in realtà sono sotto la supervisione dei genitori anche se noi non li vediamo; portarli via significa privare l’animale di tutte quelle fasi che sono fondamentali per la vita che dovranno affrontare.
  • Chiama subito il CRAS più vicino per capire come comportarsi e e come agire in base all’animale che vogliamo soccorrere; sarà loro compito ascoltare e consigliare la soluzione migliore per voi e per l’animale. E’ importante assicurare la sicurezza dell’animale per evitare ferite/traumi o aggravamento delle lesioni già presenti: un metodo di soccorso sbagliato può provocare più danni che benefici: ecco perché chiamare subito un CRAS è fondamentale per il recupero dell’animale.
  • Non trattare un animale selvatico come se fosse un animale domestico: a differenza degli animali da compagnia gli animali selvatici non amano il contatto diretto con l’uomo: quelle che per te sono ”coccole” per loro sono puro terrore, fonte di stress che potrebbe portare anche alla morte. Spesso, ingenuamente, si crede di fare del bene ma si rischia di fare peggio;
  • Riponi l’animale in un posto tranquillo e silenzioso come una scatola di cartone con dei fori in modo da permettere l’aerazione. Non gridare o parlare in sua presenza; se necessario parla a bassa voce così da evitare di spaventare ulteriormente l’animale. Evita il contatto diretto usando dei guanti: l’odore dell’uomo causa stress all’animale:; i genitori in presenza di un piccolo che è stato per troppo tempo a contatto con l’uomo possono non riconoscerlo ed abbandonarlo. (soprattutto nei mammiferi)
  • Non dare da mangiare alimento non idoneo: Un’alimentazione sbagliata può risultare letale. NON affidarsi mai al fai da te!
  • La detenzione e l’allevamento degli animali selvatici da parte dei privati sono vietati dalla legge: errate pratiche di soccorso e allevamento dei nidiacei possono determinare il fenomeno dell’imprinting, compromettendo la possibilità dell’animale di tornare in natura.

Cattura e trasporto dell’animale se realmente in difficoltà:

L’animale tenterà di difendersi perché non capisce le tue buone intenzioni: è bene procurarsi dei guanti grossi per evitare ferite da morso o da artiglio. È possibile usare un panno per agevolare l’operazione di cattura. Per trasportare l’animale usiamo una scatola di cartone della misura giusta per contenerlo ma che allo stesso tempo non sia eccessivamente grande. Foderiamo la scatola con dei fogli di giornale e pratichiamo dei fori in modo da garantire l’aerazione. (essenziale!). Tenendo l’animale il più possibile tranquillo e al buio risparmieremo una condizione di stress che potrebbe essere molto dannosa per la sua salute. Meglio non usare le gabbiette per uccellini, criceti o altro, perché in alcuni casi gli animali selvatici potrebbero ferirsi nel tentativo di fuggire. Evitiamo di somministrare cibo senza aver consultato qualcuno. Ricordiamo che con i cuccioli di mammifero potrebbe essere necessario mettere nella scatola una borsa dell’acqua calda o una bottiglietta (avvolte con un panno per evitare ustioni all’animale) per ristabilire la sua temperatura corporea.

Di seguito il link ”RECUPERO SELVATICI-ELENCO CRAS PER REGIONE” dove troverete maggiori informazioni sui centri di recupero, sul primo soccorso e un elenco completo di tutti i CRAS presenti sul territorio italiano divisi per regione.

LEPRI– Strategie di sopravvivenza- ”Nel mese di febbraio le lepri partoriscono i piccoli in una depressione del terreno di solito nascosta nell’erba alta: questo è uno dei motivi per cui i leprotti, già poche ore dopo essere venuti al mondo, sono in grado di disperdersi attorno al luogo in cui sono nati. Si tratta di un adattamento volto a ridurre il rischio che un predatore possa far strage dell’intera cucciolata. Poco dopo il calar del sole, e nel corso della notte, la madre raggiunge i piccoli che nel frattempo hanno fatto ritorno al ”nido”, li allatta per pochi minuti e poi balza via per non lasciare tracce odorose del suo passaggio. Dopo la poppata, i leprotti si allontanano l’uno dall’altro. ” Queste sono le parole del responsabile della LIPU Lorenzo Borghi. Sono alcune importantissime indicazioni per evitare valutazioni errate che possono portare le persone a recuperare animali che in realtà dovrebbero essere lasciati dove sono. Anche altri mammiferi, come il riccio e il capriolo, adottano una strategia simile.

SOS lepre –> Se l’animale si presenta evidentemente ferito, è bene intervenire!
Mettiamolo in una scatola al buio (praticando dei fori per l’aerazione) e portiamolo al più vicino CENTRO RECUPERO ANIMALI SELVATICI CRAS (se distante o fuori orario di apertura contattare il centro veterinario esperto in animali non convenzionali anche chiamati “esotici“). 

Per maggiori informazioni:


VOLATILIStrategie di sopravvivenza– Spesso nei centri di recupero arrivano piccoli di selvatici che non hanno alcun tipo di problema: questi infatti sono spesso recuperati da situazioni per loro in realtà naturali; se l’uccello è piumato sta imparando a volare e verrà nutrito e sorvegliato a distanza dai genitori: in questo caso se l’animale è in un posto sicuro allora non avrà bisogno del nostro aiuto. E’ importante considerare diversi aspetti come l’età del selvatico, se sembra malato/ferito, la presenza di gatti/cani nella zona, la presenza dei genitori nelle vicinanze;

SOS volatili–> Passeriformi, rapaci e columbiformi fanno parte di quella che definiamo prole inetta ovvero nidiacei che hanno bisogno di cure da parte dei genitori per diversi giorni prima di involarsi; potremmo ritrovarci in una situazione in cui il piccolo è caduto dal nido e potrebbe quindi aver bisogno d’aiuto: se non troviamo il suo nido possiamo crearne uno noi con un fondo di vaschetta o un cestino di paglia riempito con erba secca e appenderlo all’albero più vicino al luogo di ritrovo del piccolo: se vediamo che i genitori non si avvicinano al nido (potrebbero impiegarci del tempo a tornare) allora sarà il caso di riporlo in una scatola di cartone chiusa praticando dei fori per mantenere l’aerazione e portarlo al CRAS più vicino. Se l’animale è un adulto e si fa prendere molto facilmente vuol dire che qualcosa non va perché in natura non si farebbe mai catturare di sua spontanea volontà: in caso di ritrovamento di un uccello adulto che presenta traumi o ferite è necessario l’intervento di un medico veterinario quindi sarà nostra responsabilità riporre l’animale in una scatola di cartone delle giuste dimensioni e portarlo al centro di recupero più vicino. Possono esistere delle situazioni in cui un animale selvatico senza un occhio o senza zampa riesce a vivere e svolgere le normali attività senza aver bisogno di ricevere soccorso: osserviamo sempre la situazione prima di intervenire e chiediamoci se sia davvero necessario il nostro aiuto.

Per maggiori informazioni:


SOS PIPISTRELLI: Se dovessimo imbatterci in un pipistrello in difficoltà (feriti o cuccioli) è fondamentale:

  • Non maneggiarli a mani nude (come per tutti i selvatici sia per non lasciare il nostro odore sull’animale sia per evitare morsi o graffi); raccoglilo con un panno o indossando dei guanti e dargli da bere due gocce di acqua con una piccola siringa a cui è stato tolto l’ago. E’ necessario fare molta attenzione in quanto le narici sono molto vicine alle labbra.
  • Riporre l’animale in una scatola di cartone con piccoli buchi per l’aria facendo attenzione che la scatola non presenti aperture di diametro superiore al mezzo centimetro: i pipistrelli sono abili nel passare fessure così piccole; lasciamo nella scatola un pezzo di stoffa arrotolato nel quale il pipistrello possa nascondersi.
  • Tenere i il pipistrello in un ambiente tranquillo, senza rumori e dove non sia a contatto con gli altri animali.
  • Contattare uno specialista di chirotteri e sottoponi l’animale alla visita di un veterinario esperto in animali selvatici per valutare lo stadio generale dell’individuo. –> contattare il CRAS di riferimento più vicino.

Di seguito il link per sapere di più sulla gestione dei chirotteri e il numero dei centri o specialisti che potete contattare per informazioni e urgenze, suddivisi per regione:


SOS RICCIO –> Se abbiamo trovato un riccio per strada dobbiamo porci sempre le seguenti domande: è un cucciolo /adulto? è in salute o è in pericolo/ ferito?

  • Il riccio appena nato si presenta nudo con occhi chiusi e pesa circa 8-25 gr: in questo caso è bene chiamare subito il CRAS e nel frattempo sarebbe opportuno metterlo vicino a una fonte di calore, come una borsa d’acqua calda o una bottiglietta avvolta con una coperta in modo da non far scottare l’animale; se si presenta con gli occhi aperti e con i dentini allora valutiamo se ha parassiti esterni (larve di mosca, zecche, pulci o uova) e se presenti allora chiamiamo il CRAS; un animale eccessivamente parassitato è un animale debilitato.
  • Un altro aspetto da valutare è il peso: se pesa oltre i 400 grammi allora possiamo lasciarlo dove lo abbiamo trovato (se il posto è sicuro), magari aiutandolo aggiungendo solo delle crocchette per gatti e un po’ di acqua.
  • Se è adulto e lo troviamo nella tana con i cuccioli ma è in una zona di pericolo, possiamo spostare in un luogo più sicuro tutta la tana compresi i piccoli e la madre, utilizzando sempre dei guanti per non lasciare in nostro odore. Torniamo a verificare dopo 2 ore e se la madre non è più con i piccoli è bene mettere i piccoli al caldo e portarli in un CRAS.
  • I ricci sono animali notturni ed è inusuale trovarli di giorno: questo potrebbe essere un campanello d’allarme che ci dice che l’animale non è sano e potrebbe aver bisogno di aiuto. Se è sera ma lo troviamo in una zona di pericolo o è ferito allora interveniamo. Se è autunno e quindi in prossimità del letargo controlliamo la grandezza dell’animale: se è grande come un melone (almeno 500 gr) possiamo lasciarlo lì perché è in grado di affrontare da solo l’inverno, magari aiutandolo solo con delle crocchette e un po’ d’acqua.

Hai trovato un riccio in giardino? Il riccio è un animale crepuscolare o notturno quindi è molto difficile scorgerlo in pieno giorno se in salute. Se lo trovate gironzolare nel vostro giardino in tarda sera non allarmatevi: per sopravvivere al disboscamento e all’alterazione del suo habitat, il riccio si è adattato a vivere in un ambiente urbano come quello dei nostri giardini: la tana del riccio è spesso fatta di foglie e posta sotto massi e rocce, in una cavità di un tronco, nei buchi dei muri oppure tra i cespugli. Sono animali selvatici e la detenzione è vietata dalla Legge; Possiamo considerare il riccio come un ospite in grado di scegliere quanto restare e quando andare via: in cambio vi aiuterà a tenere lontane mosche, zanzare e insetti infestanti. (attenzione ad usare diserbanti/pesticidi nel giardino, possono nuocere alla salute del nostro ospite, e non solo!). Che cosa possiamo fare per aiutarli? Possiamo lasciare una ciotola di acqua fresca e una di crocchette o umido per gattini, possibilmente a base di pollo o manzo e non di pesce (un sapore che non gradiscono molto), collocata in un punto tranquillo del giardino come ad esempio un cespuglio. Da evitare assolutamente il latte di vacca (mucca), le camole, la frutta secca e il pane: sono per loro potenzialmente mortali!

Per maggiori informazioni:

Puoi leggere anche:


Articolo tratto da: http://www.recuperoselvatici.it/elenco.htm- LIPU-Rifugio ,Matildico- Veterinariaanimaliesotici – centroregionalechirotteri– ENPA-WWF- Laninna- tartaclubitalia

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