IL VERO VOLTO DELLA CACCIA

Il nostro territorio è provato dall’inquinamento, dai cambiamenti climatici e dalla perdita degli habitat naturali; lo sviluppo edilizio deliberato e la distruzione delle risorse naturali sempre più aggressiva causata dalla crescente richiesta di prodotti che sfruttano fino all’estremo la terra rendendola sterile. La caccia non fa differenza: anch’essa ha un impatto negativo che reca danni uccidendo la fauna e inquinando la natura.

”In Italia la legislazione sulla caccia non viene rispettata: dall’aumento illegittimo delle specie cacciabili, ai calendari venatori con periodi di caccia troppo lunghi ed autorizzazioni di caccia in zone vietate ( persino nelle aree protette!) all’uso di tecnologie sempre più sofisticate che uccidono migliaia di animali in un colpo solo da un singolo cacciatore: Si assiste a ripetuti tentativi di stravolgere l’attuale legge e tutto vantaggio sempre e solo dei cacciatori. Allo stato attuale da parte delle amministrazioni regionali e provinciali si riscontra un disinteresse quasi totale nei confronti dei rischi connessi a questa attività” dichiara il WWF.

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COS’E’ REALMENTE LA CACCIA? QUALE è IL SUO RUOLO NELLA SOCIETA’ AUTTALE?

Capita di leggere nelle pagine web a favore della caccia quanto sia utile e necessaria per il benessere dell’ambiente, di quanto i cacciatori siano etici ed amanti della natura. Mi chiedo cosa ci sia di così etico nell’uccidere degli animali nel loro habitat naturale solo per il semplice gusto di farlo: come può un’attività così crudele essere definita ”etica” e ”sostenibile”? Il cambiamento climatico ha impattato enormemente sullo sviluppo delle specie, molte sono a rischio estinzione e molte altre sono in netta diminuzione… l’attività venatoria non fa altro che incrementare queste inutili morti. Una persona che si dichiara amante della natura non contribuisce ad influenzare negativamente una situazione che è già tragica di per sé! La caccia comporta un devastante disturbo anche per quegli animali che non dovrebbero essere nemmeno oggetto di fucilate: sconvolge i loro ritmi di vita compresa la possibilità di ricerca del cibo.

LA CACCIA INQUINA L’AMBIENTE

I pallini di piombo e le cartucce utilizzate dai cacciatori (..ed abbandonate sul terreno) sono un problema serio e ancora poco conosciuto che minaccia gravemente la biodiversità e la salute di tutti noi. Ogni anno le munizioni disperdono nell’ambiente milioni di pallini di piombo che causano la morte di volatili non solo in maniera diretta ma anche indiretta; In Europa sono 18.000 le tonnellate di piombo disperse, in un anno, nell’ambiente sotto forma di pallini da caccia, 12 tonnellate solo in Toscana. Il piombo è un metallo pesante ubiquitario persistente nell’ambiente che si accumula nell’organismo degli animali ed è tossico: molte sono le intossicazioni croniche che si verificano anche negli animali domestici (bovini, cani e altri animali compreso l’uomo). Gli animali selvatici possono intossicarsi anche tramite ingestione di pallini presenti nell’ambiente: 2-3 pallini possono essere sufficientemente letali per loro. Sono riportati anche casi di avvelenamenti secondari: Gli animali si intossicano mangiando una preda che a sua volta aveva ingerito o era stata colpita da pallini di piombo. Il piombo si accumula nel tempo ed ha la possibilità di arrivare molto lontano e contaminando le falde acquifere, il suolo.. fino ad arrivare sulle nostre tavole. Il piombo è talmente tossico che è stato bandito da tutti i prodotti di consumo come vernici, tubature e prodotti correlati… eppure ancora oggi la caccia ne fa ampliamente uso: cambiare materiale per loro significherebbe cambiare modalità di sparo, non riuscirebbero più a centrare l’animale come hanno sempre fatto con l’uso del piombo e per questo non accettano di cambiare metodo, continuano imperterriti a dichiararsi amanti della natura inquinando in silenzio ed uccidendo la fauna che, per costituzione, è di tutti i cittadini italiani.

AVC–VITTIME UMANE-I DATI©DOSSIER 2019-2020 - Vittime della caccia

VITTIME DELLA CACCIA

Ogni anno sono tante le vittime dell’attività venatoria ed extra-venatoria. L’età media di un cacciatore è intorno ai 70-75 anni e il rischio di scambiare un bambino, un adulto o un animale domestico per un selvatico è elevato: mediamente 30 persone l’anno muoiono per via dei cacciatori e molte persone vengono ferite, anche gli animali domestici rischiano di finire uccisi dalle pallottole o feriti dai cani da caccia. https://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/animali/2021/03/04/caccia-avc-14-morti-e-48-feriti-nella-stagione-2020-2021_5dff22cd-3b1c-468b-8194-49f27c9dff3d.html

LA CULTURA DELLA MALVAGITA’

Gli uccelli vengono accecati con degli spilli per poi essere sfruttati come richiami, altri uccelli della stessa specie arrivano in loro soccorso e vengono impallinati: questa è solo una delle tante pratiche crudeli che vengono utilizzate per far cadere gli animali nella loro trappola. L’utilizzo di tecniche sofisticate per richiamare migliaia di animali alla volta è in grado di desertificare un habitat in pochissimo tempo. L’uso di alcuni mezzi (esche e bocconi avvelenati, vischio o altre sostanze adesive, trappole, reti, tagliole, lacci, archetti o congegni similari, impiego di civette, utilizzo di armi da sparo munite di silenziatore o impostate con scatto provocato dalla preda, impiego di balestre, utilizzo di munizioni spezzate nella caccia agli ungulati) è considerato vietato per legge anche se ancora oggi è molto frequente il loro utilizzo, come dimostrano le innumerevoli segnalazioni dei Carabinieri Forestali. Questo tipo di caccia non è autorizzato per legge (è bracconaggio!): puoi denunciarla!

La proliferazione dei cinghiali è causata dai cacciatori”

QUESTIONE CINGHIALI

Sempre più spesso si sente parlare di “allarme cinghiali”. Per contrastare gli sconfinamenti da più parti si invoca un intervento dei cacciatori per cercare ogni anno di mantenere stabile la popolazione. Qui cadiamo in un grosso, grandissimo errore che giova solo al cacciatore; I cacciatori giocano sulla comune ignoranza per far credere che il loro intervento sia necessario quando in realtà è proprio l’opposto! L’uccisione dei cinghiali non solo non risolve la situazione ma la peggiora, garantendo a loro ogni anno il ”divertimento” assicurato. Vi lascio le parole di Andrea Mazzatenta, docente della Facoltà di Medicina Veterinaria all’Università di Teramo ed esperto di feromoni: <<Il cinghiale e è organizzato in una società matriarcale: ogni famiglia è comandata da una femmina, la “matrona” o matriarca, madre di tutti i componenti (tranne i maschi maturi, che vengono allontanati dal gruppo). La matrona emette un feromone che blocca l’estro delle altre femmine: lei è l’unica che si riproduce, ma è anche quella che è più a rischio per la caccia, perché negli spostamenti mette al sicuro i piccoli e tutti i componenti del gruppo, quindi finisce per esporsi di più ai colpi dei cacciatori. Se viene uccisa, però, il blocco scompare e tutte le altre femmine vanno in estro. Risultato: se prima la matrona aveva 5-6 cuccioli, poi le sorelle finiscono per formare gruppi di 50 esemplari. Le sorelle, orfane della matrona, restano insieme e finiscono per spostarsi in cerca di cibo. Lo stesso accade se si mira ai grossi maschi. «Entrano in gioco quelli più giovani e fertili, così si amplia la base della popolazione. L’obiettivo deve essere piuttosto quello di avere pochi individui che vivono tanto: bisogna far invecchiare la popolazione dei cinghiali creando aree protette, e lasciare spazio di “lavoro” al lupo e alla volpe, che sono in grado di attaccare i piccoli cinghialetti e i soggetti più deboli. La volpe e il lupo cacciano per mangiare, come natura comanda. Il cacciatore spara agli animali per vendere ad alto prezzo le sue carni ai ristoratori. La società del cinghiale ha un meccanismo di equilibrio interno legato proprio ai feromoni molto delicato, e l’intervento dell’uomo rischia di alterarlo ottenendo proprio il risultato opposto a quello che si vorrebbe .>> https://www.emergenzacinghiali.org/tag/andrea-mazzatenta/


Carissimi cacciatori, la natura può essere amata anche senza l’uso di armi: quello che fate con i fucili potete farlo con una macchinetta fotografica. Nessuno vi vieta di passeggiare nella natura, semplicemente potrete ammirarla come non avete mai fatto prima apprezzando tutta la meravigliosa vita che vi circonda senza aver bisogno di uccidere.

<< Sono stato cacciatore appassionato per molti anni, anzi la caccia era per me un’occupazione molto seria: non solo mi esercitavo al tiro, ma ne studiavo anche la teoria, e non conoscevo emozioni più vive e deliziose per l’anima mia, di quelle che la caccia mi procurava. Ma talvolta mi assaliva il dubbio sulla legittimità di questo piacere. Non volendomene privare, cercavo ogni sorta di scuse e ciò mi bastava. Ma il dubbio si accresceva col tempo e il godimento diminuiva. Così il rimorso, dapprima appena percettibile nella mia coscienza, si ingrandì a poco a poco, se ne impadronì interamente, la scosse, e fini con l’inquietarmi seriamente. Dovetti guidare la verità in faccia, ed allora compresi la crudeltà della caccia. Ora in essa non vedo che un atto disumano e sanguinario, degno solamente di uomini che conducono una vita senza coscienza, che non si armonizza con la civiltà e con il grado di sviluppo morale, a cui noi ci crediamo arrivati. >>Lev Nicolaevic Tolstoj: contro la caccia e il mangiar carne

articolo tratto da WWF-vittimedellacaccia-LIPU-articololastampainvasionedicinghiali-ENPA-LAV

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