UNA NUOVA PROSPETTIVA NELLA SORVEGLIANZA SANITARIA DELLA FAUNA SELVATICA URBANA

La sorveglianza della fauna selvatica urbana è fondamentale per ridurre i danni causati alla salute di animali, umani e non, nonché al pianeta che ci ospita; la prevenzione gioca un ruolo chiave in tutto questo. Lo scopo dell’articolo è quello di introdurre il concetto di una nuova‘’INTELLIGENZA SANITARIA’’ basata sulla riduzione del danno come prossimo passo nell’evoluzione delle attuali strategie di sorveglianza della fauna selvatica urbana e non urbana.  

PUNTI PRINCIPALI DELLA DISSERTAZIONE:

1.Riconsiderare il modo in cui progettiamo e utilizziamo l’attuale piano di sorveglianza della fauna selvatica che tiene traccia solo dei rischi conosciuti in un epoca in cui i cambiamenti climatici e i rischi emergenti sono nella norma;

2.Evolvere un piano che tenga traccia  non solo dei rischi e degli esiti negativi ma anche di quei fattori che aumentano la vulnerabilità dei parassiti, degli animali e delle persone in un contesto urbano condiviso;

3.Riconoscere il valore delle aree faunistiche urbane e la biodiversità per il benessere umano, della fauna selvatica e dell’ambiente che ci ospita;

4.Tracciare indici di cambiamento e di vulnerabilità consentendo azioni più mirate e proattive per evitare impatti negativi sulla salute e sicurezza pubblica, nonché per proteggere la salute della fauna selvatica urbana e non.

Sviluppare nuovi approcci collaborativi per prevenire o mitigare i danni persistenti da parassiti, senza doverli eliminare del tutto:

L’eliminazione dei parassiti comporta notevoli danni alla fauna selvatica con ricadute anche sull’habitat;.

Un esempio è il ratto bruno urbano ( Rattus norvegicus) frequentemente sottoposto a piani di eradicazione; la maggior parte dell’attenzione si concentra solo sul ruolo dei ratti nei confronti della trasmissione di possibili malattie non  considerando però che con gli attuali metodi in uso si hanno elevate fonti di pericolo per le altre specie: avvelenamento secondario di rapaci e zoonosi trasmesse da roditori infetti; alcuni studi evidenziano come programmi di controllo basati sulla riduzione letale della popolazione possono aumentare la prevalenza di patogeni zoonotici in alcune popolazioni di ratti urbani.

Il nuovo sistema di intelligence sulla salute della fauna selvatica urbana deve essere in grado di raccogliere informazioni:

  • sulla dotazione biologica della popolazione (es malattie e fattori di stress);
  • sull’ambiente sociale dell’animale (es. estensione di concorrenza e demografia);
  • sull’ambiente abiotico (es. variabili climatiche come le alluvioni);
  • sulle fonti di mortalità diretta (es. controllo dei parassiti letali);
  • sulle modifiche delle aspettative umane (es. atteggiamenti sociali e politici) -> una stessa specie è vista in maniera diversa se rapportata in contesti differenti: è definibile come risorsa in ambito di sperimentazione scientifica (laboratorio) ma come minaccia in ambiente urbano in quanto visto come infestante. Il nostro rapporto con ciò che ci circonda deve essere preso in considerazione quando si definiscono nuovi piani d’azione o modifiche in essi; bisogna modificare la concezione umana che un pericolo debba per forza essere trattato come un qualcosa da eradicare, da uccidere.

Questa strategia è compatibile con la gestione della fauna selvatica su base ecologica e sociale. Particolare attenzione va posta alle variabili che creano fattori di stress cumulativi su fauna selvatica urbana che aumentano la loro vulnerabilità a nuovi pericoli.

Questo lavoro è importante per preservare e valorizzare le ricchezze naturali presenti nelle aree urbane e contribuisce ad incrementare l’interesse e la consapevolezza dei cittadini nei confronti della natura e dei problemi ambientali.

Il crescente interesse per l’ecologia e la biodiversità urbana, il riconoscimento del valore delle aree faunistiche urbane, la conservazione ed il benessere della fauna selvatica e umana suggeriscono che è necessaria una maggiore e migliore informazione per promuovere reciprocamente la salute della fauna selvatica e delle persone negli ambienti urbani.

’’La protezione della salute di una specie non dovrebbe rendere insostenibile o inaccettabile quella di un’altra specie’’

BIBLIOGRAFIA:

– Evolving Urban Wildlife Health Surveillance to Intelligence for Pest Mitigation and Monitoring

file:///C:/Users/hp/Downloads/Evolving%20Urban%20Wildlife%20Health%20Surveillance%20to%20Intelligence%20for%20Pest%20Mitigation%20and%20Monitoring%20(3).pdf

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