Jova Beach Party: critiche costruttive

Jova Beach Party è un tour musicale organizzato dal cantante Jovanotti lungo le spiagge Italiane, proposto nel 2019 e riorganizzato quest’anno: consiste nella costruzione di un vero e proprio villaggio grande come 3 campi da calcio che può ospitare fino a 60 MILA persone. Purtroppo questo tour è sostenuto da Fileni e dal WWF Nazionale.

La scelta di organizzare questi eventi sulla spiaggia ha generato diverse polemiche soprattutto sulla scelta di alcune spiagge ad alta naturalità dove vivono e nidificano molte specie selvatiche animali e vegetali.

https://www.puntaderci.it/sezione-naturalistica/ambiente-dunale/

L’ecosistema dunale è uno dei sistemi più a rischio a livello europeo e planetario: purtroppo la sola presenza di aree protette non basta per poter garantire uno stato di conservazione favorevole e duraturo. Bisogna garantire la loro tutela anche al di fuori di aree protette.

Questi ecosistemi sono in serio pericolo a causa del calpestio umano, della presenza dei rifiuti, dai cani lasciati liberi di arrecare danni alla fauna nidificatrice, da eventi organizzati su zone naturali e che invece necessiterebbero di tutela da parte della politica locale e dei cittadini e… da parte dei cantanti e della loro Troupe!

ANALISI DEL GRUPPO DI BIOLOGI “BIODIVERSI”

Nel video una critica costruttiva sostenuta non solo da ”ambientalisti” ma da scienziati, professionisti laureati in ecologia, in scienze naturali o materie affini alla protezione dell’ambiente:

  • Libero Middei: ecologo-fotografo
  • Arianna Dissegna: wildlife biologist
  • Elisabetta Mitrovic: Naturalista-Illustratrice
  • Giacomo Radi: Naturalista- fotografo
  • Corrado Battisti: Naturalista- Wildlife manager
  • Giacomo Moro: Biologo-divulgatore

”La spiaggia non è solo un luogo pulito e spianato dove divertirsi e passare del tempo, la spiaggia è molto di più: è un ambiente ricco di organismi animali e vegetali che vanno tutelati e rispettati grazie alla conoscenza che genera la cultura. ”


ANALISI DI ENTROPY FOR LIFE:

Giacomo Moro, biologo divulgatore, cerca di fare il punto su due visioni di pensiero: chi vede il Jova Beach Party come un evento insostenibile ai danni dell’ambiente e chi un’opportunità per fare sensibilizzazione.

Riporto in breve le analisi dei pro ed i contro, divise in queste quattro macro categorie:

Dal punto di vista del CAMBIAMENTO CLIMATICO: è un evento che si prefigge di sensibilizzare sulla tematica ambientale MA viene organizzato in posti difficilmente raggiungibili è ciò implica lo spostamento di migliaia di auto e camion per il trasporto dei materiali necessari alla realizzazione dell’evento.

Dal punto di vista dellIMPATTO SULLA BIODIVERSITA‘ ha purtroppo solo esiti negativi. Il calpestio delle persone ed il disturbo antropico (luminoso, acustico, ambientale) comportano un danno gigantesco alla flora ed alla fauna selvatica.

Dal punto di vista dell’INQUINAMENTO la raccolta fondi per la pulizia delle spiagge sarebbe anche un’ottima iniziativa; peccato però che svolgere un concerto in una spiaggia è diverso dall’organizzarlo in uno stadio: molti dei rifiuti verranno dispersi inevitabilmente nell’ambiente non essendo un sistema circoscritto come quello di uno stadio.

Dal punto di vista dell’ESAURIMENTO DELLE RISORSE comporta un depauperamento ambientale che va totalmente in contrasto con quella che è la definizione di risorsa ambientale: ”con questo termine è inclusa la preservazione del paesaggio, della biodiversità e dell’ambiente”


Altri due articoli degni di attenzione sono:

In questo articolo pubblicato da LASTAMPA, Chiara Grasso, etologa e presidente dell’associazione ETICOSCIENZA, porta a galla le falle del progetto ”tour ecologista” del cantante Jovanotti:

”La divulgazione e la sensibilizzazione ambientale devono basarsi sull’attendibilità e su modelli inequivocabili a cui fare affidamento, che siano queste associazioni, cantanti o scienziati.
Viviamo in un’epoca in cui gli artisti e gli influencer giocano un ruolo pedagogico fondamentale per le nuove generazioni e purtroppo non basta ripulire la spiaggia dai rifiuti dopo il concerto per essere green: questa è semplicemente educazione civica. Non basta abolire la plastica dal packaging delle bevande bevute all’evento, se dall’altro lato della spiaggia l’ambiente naturale sta subendo le conseguenze delle modifiche dovute al concerto.
No, non basta nemmeno avere il supporto di un’importante associazione ambientalista e di altri Enti per poter essere considerato un evento ecologicamente ed eticamente davvero accettabile. Proteggere l’ambiente significa educare a comportamenti etici, educare al rispetto delle altre specie, educare al non oltrepassare il limite.

Riporto una frase della lettura che racchiude un po’ tutto quello che ci siamo detti fino ad ora:

”Cari artisti, purtroppo, non è questo il modo di educare al rispetto dell’ambiente. Non possiamo urlare alla salvaguardia del nostro pianeta se mentre urliamo stiamo calpestando ecosistemi a rischio che da decenni si cerca di proteggere.”


Altro video critica da guardare assolutamente su Instagram: Cristina Coto non lascia spazio a dubbi o incertezze.


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